
MILANO – Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Non è stata una semplice presentazione del calendario di una fiera, ma la dichiarazione d’intenti di un settore che sta vivendo una delle sue stagioni più dinamiche. Questa mattina Pitti Immagine ha svelato alla stampa la ventiquattresima edizione di Pitti Fragranze, in programma dall’11 al 13 settembre 2026 alla Stazione Leopolda di Firenze, confermando la volontà di consolidare il salone come punto di riferimento internazionale per la profumeria artistica e, sempre più, per lo skincare di ricerca.
La parola scelta per guidare questa edizione è CURA. Un termine solo apparentemente semplice, che racchiude ricerca, attenzione, responsabilità e desiderio di costruire relazioni autentiche attraverso il profumo. In un momento storico in cui il lusso non viene più misurato soltanto dall’esclusività del prodotto, ma dalla qualità dell’esperienza e dal valore umano che riesce a trasmettere, Pitti Fragranze sceglie di mettere la cura al centro della propria identità.

La profumeria artistica continua a crescere
I numeri raccontano un settore in piena espansione. Saranno oltre 260 i brand internazionali presenti, con circa il 75% degli espositori provenienti dall’estero, confermando la dimensione sempre più globale della manifestazione. Dai marchi storici della profumeria di nicchia alle realtà indipendenti più innovative, Firenze si prepara ancora una volta ad accogliere nasi, maison, buyer, distributori, giornalisti e professionisti provenienti da tutto il mondo.
Pitti Fragranze non è soltanto una vetrina commerciale. È un osservatorio privilegiato capace di intercettare i cambiamenti del mercato, raccontare l’evoluzione del gusto contemporaneo e favorire l’incontro tra creatività, cultura e business. Una filosofia che negli ultimi anni ha contribuito a rendere il salone uno degli appuntamenti più autorevoli dell’intero panorama internazionale.

CURA: oltre il gesto, l’essenza
Il tema-guida dell’edizione 2026 nasce da una riflessione più ampia sul significato stesso della parola “cura”. Non soltanto skincare o benessere personale, ma un modo diverso di progettare prodotti, relazioni ed esperienze.
La campagna visiva, firmata dall’artista Alessandro Gori, prende forma attraverso la delicata corolla di un iris, fiore simbolo di eleganza e rinascita, trasformato in un’immagine fortemente contemporanea. Un linguaggio visivo che racconta perfettamente la doppia anima della manifestazione: da una parte la tradizione della grande profumeria, dall’altra la costante ricerca verso nuovi linguaggi espressivi.
La cura diventa così ricerca, intuizione, innovazione e attenzione verso sé stessi, verso gli altri e verso il mondo che ci circonda.

Soul and Skin: quando profumo e skincare parlano la stessa lingua
Dopo l’interesse raccolto nella scorsa edizione, torna Soul and Skin, lo spazio dedicato allo skincare indipendente e d’avanguardia.
La presenza sempre più importante di questo segmento racconta un cambiamento evidente nelle abitudini dei consumatori. Oggi profumeria e cosmetica dialogano continuamente, condividendo ingredienti, ricerca scientifica, neuroscienze e nuove modalità di vivere il benessere. Il confine tra profumo, trattamento cosmetico ed esperienza sensoriale è ormai sempre più sottile.

I protagonisti dell’edizione
Tra gli ospiti più attesi spicca lo stilista Niccolò Pasqualetti, già protagonista di Pitti Uomo, che presenterà la sua prima collezione di fragranze, confermando quanto il dialogo tra moda e profumeria sia ormai una delle tendenze più interessanti del settore.
Grande attesa anche per Daniela Andrier, tra i nasi più influenti della profumeria contemporanea, scelta come Master Perfumer dell’edizione 2026. Durante il salone presenterà in anteprima la sua nuova maison de parfum, uno dei lanci più attesi dell’anno.
Accanto alle presentazioni dei brand, il programma sarà arricchito da incontri e tavole rotonde dedicate ai grandi temi che stanno trasformando il comparto: dalle Augmented Fragrances al concetto di Double Power Skincare, passando per l’evoluzione dei consumatori e le prospettive del mercato internazionale.

Uno sguardo sempre più internazionale
Fondamentale anche il lavoro svolto insieme al Ministero degli Affari Esteri, Agenzia ICE e ai partner internazionali per favorire l’arrivo a Firenze dei principali buyer mondiali.
L’obiettivo rimane quello di creare nuove opportunità commerciali per le aziende, rafforzando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento della profumeria artistica internazionale. Nell’ultima edizione hanno partecipato circa 2.200 buyer, di cui 550 provenienti dall’estero, numeri destinati a crescere ulteriormente nel 2026.

Una manifestazione che anticipa il mercato
Più che seguire le tendenze, Pitti Fragranze continua a dimostrare la capacità di anticiparle.
Negli ultimi anni la manifestazione ha saputo intercettare alcuni dei principali cambiamenti del comparto: l’affermazione delle maison indipendenti, il ritorno della profumeria come esperienza culturale, la contaminazione con il mondo della moda, la crescita dello skincare di ricerca e l’interesse verso un lusso sempre più consapevole.
La ventiquattresima edizione sembra voler compiere un ulteriore passo in questa direzione, proponendo una visione della profumeria che va oltre il prodotto per trasformarsi in linguaggio, cultura e relazione.

Il mio punto di vista
Partecipando alla conferenza stampa alla Fondazione Feltrinelli si aveva la netta percezione che Pitti Fragranze non voglia essere semplicemente una fiera, ma un luogo dove leggere il presente e immaginare il futuro della profumeria.
La scelta della parola CURA sintetizza perfettamente la direzione che sta prendendo l’intero settore. Dopo anni in cui l’attenzione era concentrata soprattutto sulle materie prime, sulle performance delle fragranze o sull’estetica dei flaconi, oggi il vero valore sembra risiedere nella capacità di creare connessioni autentiche, esperienze memorabili e cultura olfattiva.
Ed è forse proprio questa la sfida più affascinante della profumeria contemporanea: non limitarsi a vendere un profumo, ma offrire un nuovo modo di raccontare le emozioni, il benessere e la bellezza attraverso l’olfatto. Pitti Fragranze 24 sembra avere tutte le carte in regola per dimostrare che questo futuro è già iniziato.




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