
La frattura tra Fabrizio Corona e Mediaset si è trasformata ufficialmente in uno scontro giudiziario. Il gruppo televisivo ha presentato una denuncia formale nei confronti dell’ex re dei paparazzi per diffamazione e minacce, accusandolo di aver superato ogni limite con dichiarazioni e contenuti diffusi nelle ultime settimane attraverso il suo format web Falsissimo. La notizia, trapelata nelle prime ore della mattina, segna un punto di non ritorno in una vicenda che intreccia spettacolo, social media e tribunali.
La denuncia e la richiesta alla DDA: stop a social e telefono
Mediaset non si è limitata alla querela penale. Attraverso i propri legali, l’azienda ha chiesto alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano di valutare l’applicazione di una misura di prevenzione che vieti a Corona l’utilizzo dei social network, delle piattaforme telematiche e persino del telefono cellulare. Una richiesta particolarmente incisiva, motivata dal fatto che proprio questi strumenti sarebbero stati usati per diffondere messaggi ritenuti minacciosi e gravemente lesivi della reputazione dei vertici aziendali e di alcuni volti simbolo delle reti Mediaset.
Falsissimo e le accuse a Signorini: il punto di rottura
Al centro del caso ci sono le recenti puntate di Falsissimo, il format pubblicato sul web da Corona, nelle quali l’ex fotografo ha attaccato duramente Alfonso Signorini e, più in generale, il sistema televisivo che ruota attorno a Mediaset. Le accuse, i toni provocatori e le presunte rivelazioni presentate come “verità nascoste” hanno fatto scattare l’allarme. Per l’azienda, non si tratta di opinioni o critica, ma di una strategia comunicativa che sfocia nella diffamazione e nella pressione intimidatoria.
Le conseguenze penali: indagine e possibili misure preventive
La querela presentata da Mediaset dovrebbe portare all’iscrizione di Fabrizio Corona nel registro degli indagati. In parallelo, la richiesta avanzata alla DDA si fonda su una norma del codice antimafia che consente di limitare l’uso di strumenti di comunicazione quando questi vengono impiegati per condotte ritenute pericolose o destabilizzanti. Spetterà ora al tribunale di Milano valutare se attivare la sezione Misure di prevenzione e se esistano i presupposti per imporre restrizioni così severe.
La reazione di Corona: “Ormai è guerra”
Fabrizio Corona ha risposto come da copione, affidandosi ancora una volta ai social. Le sue parole sono state durissime: ha parlato apertamente di “guerra”, ha escluso qualsiasi possibilità di trattativa e ha promesso di raccontare altre verità scomode. Dichiarazioni che hanno ulteriormente alzato il livello dello scontro e che, secondo molti osservatori, rischiano di aggravare la sua posizione proprio mentre la magistratura valuta eventuali provvedimenti restrittivi.
Il fronte civile: l’azione legale di Alfonso Signorini
Nel frattempo, anche Alfonso Signorini ha scelto la via giudiziaria. Il conduttore del Grande Fratello ha presentato un ricorso urgente al tribunale civile di Milano per ottenere la rimozione dei contenuti già diffusi e impedire nuove pubblicazioni da parte di Corona. L’udienza fissata per il 22 gennaio rappresenta uno snodo cruciale, perché potrebbe portare a un blocco immediato del format Falsissimo e segnare un precedente importante nella tutela della reputazione online.
L’ombra delle altre inchieste e un clima sempre più teso
Sul fondo resta anche un altro elemento che rende il quadro ancora più delicato. Signorini è stato ascoltato dai pm come indagato, su sua stessa richiesta, nell’ambito dell’indagine nata dalla denuncia per violenza sessuale ed estorsione presentata dall’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno. Un contesto che contribuisce ad alimentare tensioni, sospetti e un’attenzione mediatica altissima.
Oltre il caso Corona: libertà di parola o abuso dei social?
Il caso Mediaset-Corona va oltre il singolo scontro personale. Solleva interrogativi centrali sul confine tra libertà di espressione e diffamazione nell’era dei social, e sul ruolo della giustizia nel limitare l’uso di piattaforme digitali quando diventano strumenti di attacco personale. Le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane potrebbero segnare un precedente significativo nel rapporto tra personaggi pubblici, web e responsabilità penale.
Una battaglia appena iniziata
La sensazione diffusa è che questa vicenda sia solo all’inizio. E che, questa volta, il terreno di scontro non sarà un palco televisivo o una diretta Instagram, ma le aule di tribunale. Con conseguenze che potrebbero cambiare il modo in cui il gossip e le accuse viaggiano online.



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