
In un panorama moda sempre più affollato di dichiarazioni rumorose e identità effimere, Ten C continua a distinguersi per una scelta controcorrente: parlare attraverso la materia. La collezione Autunno/Inverno 2026/27, disegnata da Alessandro Pungetti, conferma questa attitudine e rafforza una visione coerente che intreccia heritage militare e ricerca tecnica contemporanea senza mai cedere alla nostalgia o alla retorica funzionalista.

Il punto di partenza è un dialogo naturale tra due mondi solo apparentemente distanti. Da un lato l’abbigliamento militare, con la sua cultura della resistenza, della protezione e dell’uso reale; dall’altro una ricerca tessile avanzata che guarda al presente urbano e alle sue esigenze quotidiane. Ten C non sovrappone questi codici, li fonde. Il risultato è un’estetica misurata, solida, profondamente contemporanea, dove ogni capo è pensato per durare, trasformarsi, migliorare con il tempo.
Al centro di tutto rimane la materia. I tessuti non sono semplici supporti ma veri protagonisti del progetto, studiati per resistere all’abrasione, garantire impermeabilità e traspirazione equilibrate e accompagnare l’usura come valore, non come difetto. È qui che entra in gioco quella che il brand definisce “estetica dell’errore”: la tintura in capo, con le sue irregolarità e imperfezioni, diventa una firma visiva e tattile. Un segno umano che sfugge alla standardizzazione industriale e restituisce unicità a ogni pezzo.

L’OJJ, Original Japanese Jersey, tessuto brevettato e simbolo assoluto dell’identità Ten C, torna protagonista in una serie di reinterpretazioni che ne ampliano il vocabolario estetico e funzionale. Nella versione tinta in capo conserva una texture patinata e profonda, capace di raccontare la stratificazione cromatica tipica del brand. Tinto pezza e lavato, assume un aspetto più morbido e vissuto, aprendo la strada a nuove silhouette dall’anima militare ma con una sensibilità urbana più evidente. Le declinazioni imbottite, dalla piuma al Primaloft, introducono nuove proporzioni e prestazioni termiche elevate, mantenendo intatto il rigore formale.
Accanto all’OJJ, la collezione sviluppa un lavoro raffinato sui nylon tecnici e sugli imbottiti ultralight. Leggeri, tinti in capo, dalla mano sorprendentemente morbida, questi materiali costruiscono capispalla pensati per un uso quotidiano e dinamico. Il Nylon Crinkle Combo OJJ, con la sua superficie strutturata e l’identità marcatamente militare, riafferma uno dei codici più riconoscibili del brand, mentre nuovi modelli introducono soluzioni modulari che rafforzano l’idea di un guardaroba flessibile e intelligente.

La palette cromatica resta fedele ai toni military che da sempre definiscono Ten C, ma si arricchisce di sfumature sofisticate come avorio, tortora, grigio antracite e verde oliva. Un accento lime, discreto e calibrato, interrompe la neutralità e introduce una tensione visiva che racconta l’approccio narrativo del brand: anche il colore ha una funzione, mai puramente decorativa. L’insieme costruisce un linguaggio visivo coerente, riconoscibile, lontano dalle tendenze stagionali.

In questa stagione la maglieria assume un ruolo centrale e smette di essere elemento accessorio. I volumi si fanno più ampi, le texture più ricche, i materiali combinano calore e funzione. Ciniglia, bouclé tridimensionale, lana infeltrita stretch e lambswool in finezze importanti danno vita a capi sostanziali, che evocano il tempo e la cura della lavorazione manuale. La maglieria dialoga con l’outerwear in modo organico e contribuisce in modo decisivo alla costruzione del total look, rafforzando l’idea di un guardaroba completo e coerente.
La narrazione Urban Explorer attraversa l’intera collezione e introduce una visione cromatica e concettuale pensata per chi vive la città come territorio da esplorare. Toni come bianco intonaco, desertsage, grigio asfalto e nero opaco disegnano un paesaggio urbano fatto di superfici, architetture e strati nascosti. È in questo contesto che la funzione diventa estetica e il materiale, attraverso fit e colore, si trasforma in linguaggio.

Emblema di questa filosofia è lo Skye Ten Anorak, signature piece del brand, scelto negli anni da musicisti e artisti per autenticità e carattere. Per l’Autunno/Inverno 2026/27 ritorna come simbolo della fusione tra mondo militare e sensibilità urbana, reinterpretato con materiali tecnici, imbottiture performanti e pattern ispirati al design urbano, alle pavimentazioni e alle superfici architettoniche.
Ten C continua così a costruire una moda silenziosa ma profondamente incisiva, lontana dall’effimero e radicata in una visione culturale precisa. I suoi capi sono pensati per accompagnare l’esplorazione quotidiana e resistere al tempo, fisicamente ed esteticamente. La città cambia, evolve, si stratifica. Ten C fa lo stesso, rimanendo fedele a un’idea di abbigliamento che mette al centro l’uomo, la materia e il tempo.




Lascia un commento