
Alla Fortezza da Basso il menswear FW 26/27 diventa racconto culturale, laboratorio creativo e manifesto di uno stile maschile sempre più consapevole, ibrido e sensoriale.
Firenze si prepara ad accogliere una nuova edizione di Pitti Immagine Uomo, appuntamento imprescindibile del menswear internazionale, che a gennaio 2026 torna a raccontare il presente e il futuro dello stile maschile attraverso una narrazione sempre più colta, trasversale e consapevole. La Fortezza da Basso diventa ancora una volta il luogo in cui moda, cultura, ricerca e visione progettuale si incontrano, offrendo uno sguardo privilegiato sulle collezioni Autunno Inverno 2026-27 e sul modo in cui i brand interpretano il tempo che stiamo vivendo.

Berwich e IN-DA-CO: il denim elevato a linguaggio sartoriale
In questo scenario, Berwich riafferma il proprio ruolo di riferimento nel panorama del pantalone sartoriale Made in Italy, scegliendo Pitti Uomo come palcoscenico per segnare un passaggio strategico nella propria evoluzione. Accanto alla main collection, il brand presenta IN-DA-CO, una capsule che segna l’ingresso di Berwich nel mondo del denim attraverso un linguaggio colto e sorprendente. Il progetto prende forma mediante un allestimento ispirato al mondo museale, dove i pantaloni diventano opere da contemplare: custoditi in teche, invitano a un’osservazione ravvicinata che mette in luce lavorazioni, dettagli costruttivi ed estetica sartoriale.

Il nome della capsule richiama l’indaco, pigmento naturale indissolubilmente legato al denim e al suo rapporto con il tempo, inteso come valore e non come difetto. Per la FW 26-27 il cinque tasche evolve in una proposta luxury e contemporanea grazie a un denim stretch cimosato che coniuga comfort, stile e qualità costruttiva. La firma sartoriale è immediatamente riconoscibile nella finta davanti costruita come quella del pantalone classico, con doppia chiusura e controbottone, creando un equilibrio raffinato tra cinque tasche e pantalone sartoriale. La zip sostituisce la tradizionale chiusura a bottoni, impreziosita da un tiretto logato che eleva l’esperienza d’uso, mentre salpa, bottone gioiello, rivetti inediti ed etichette speciali interne ribadiscono con orgoglio l’origine del capo: proudly made in Italy.

After Label FW 26-27: l’inverno come territorio da esplorare
Accanto a questa visione sartoriale del denim, After Label si presenta a Pitti Uomo con una collezione che racconta l’inverno come territorio da esplorare con leggerezza, tecnica e immaginazione. La FW 26-27 rappresenta un momento di svolta per il brand, che amplia il proprio orizzonte oltre l’outwear, mantenendo intatta la propria identità urbana e contemporanea. I nuovi modelli introducono vestibilità aggiornate e imbottiture più leggere, studiate per offrire protezione e fluidità, mentre nylon tecnici di nuova generazione, jacquard raffinati e cordura performante definiscono un guardaroba dal carattere deciso e sofisticato.

Elementi reversibili e scomponibili suggeriscono una moda in continua trasformazione, capace di adattarsi ai ritmi e agli spazi della vita quotidiana. Novità di stagione è l’introduzione della linea athleisure, una proposta dinamica in nylon stretch lucido dai colori brillanti che affianca felpe, maglie, pantaloni e t-shirt ai capispalla iconici del brand, creando un dialogo coerente tra funzionalità e stile. Anche la maglieria interpreta il linguaggio After / Label in modo non convenzionale, completando una collezione che segna il primo passo verso una progettualità più ampia e consapevole.

Alessandro Gherardi: la camiceria italiana come esperienza sensoriale
La camiceria italiana trova una delle sue espressioni più sensoriali nella collezione Autunno Inverno 26-27 di Alessandro Gherardi, che trasforma la tradizione manifatturiera in un’esperienza da vivere e percepire. Ogni camicia diventa un racconto fatto di mani esperte, tessuti selezionati con cura meticolosa e dettagli studiati per accompagnare l’uomo in ogni momento della giornata.

Dal risveglio della città, in cui la morbidezza dei tessuti e l’approccio sartoriale regalano comfort e sicurezza, al pomeriggio scandito da incontri e impegni, dove il Nuovo Classico dialoga con il presente attraverso collaborazioni con eccellenze tessili italiane, fino alla sera, quando la Tinto Capo racconta antiche tecniche di tintura reinterpretate in chiave contemporanea. Il weekend introduce un ritmo più lento, in cui il denim e gli over diventano protagonisti di un guardaroba sofisticato ma rilassato, capace di fondere sportwear ed eleganza. Ogni capo Alessandro Gherardi invita a riscoprire il piacere tattile della qualità e il valore di una tradizione che continua a evolversi.

Green George FW 26-27: la calzatura classica tra artigianalità e contemporaneità
Il viaggio tra i protagonisti di Pitti Uomo prosegue con Green George, storico brand marchigiano di calzature artigianali dal 1971, che presenta una collezione FW 26-27 all’insegna di uno stile senza tempo. Mocassini, Derby, Oxford, Slip-on e Chelsea Boots raccontano una visione classica riletta in chiave contemporanea, dove ogni passaggio manuale contribuisce a definire una calzatura di altissima qualità e forte personalità. Le forme appartengono alla storia del costume maschile, ma vivono oggi attraverso il linguaggio distintivo di Green George, fatto di equilibrio, rigore e artigianalità.

Ellesse, People of Shibuya e Tela Genova: heritage, funzione e autenticità
Accanto ai nomi della tradizione, Pitti Uomo gennaio 2026 accoglie brand capaci di dialogare con linguaggi diversi. Ellesse porta in scena il proprio heritage sportivo, reinterpretato attraverso una sensibilità lifestyle che fonde performance e design, ricordando come lo sportswear italiano sia stato capace di influenzare profondamente la moda globale. People of Shibuya rappresenta invece una visione urbana e funzionale, ispirata all’energia di Tokyo ma costruita su un’estetica minimale e su soluzioni tecniche avanzate, pensate per un uomo contemporaneo in continuo movimento. Tela Genova completa il quadro con una proposta che celebra il denim come cultura, materia e memoria, attraverso capi che uniscono tradizione tessile italiana, etica produttiva e una ricerca costante sulla qualità dei materiali.

Pitti Uomo 2026: un osservatorio sul futuro dello stile maschile
A Firenze, nel gennaio 2026, Pitti Uomo si conferma così non solo una fiera, ma un osservatorio privilegiato sul menswear internazionale. Un luogo in cui il racconto del prodotto si intreccia con quello dei valori, dove sartorialità, innovazione e visione convivono, delineando il profilo di un uomo sempre più consapevole, curioso e libero di interpretare il proprio stile.



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