
Un accessorio invisibile che racconta chi siamo
Il profumo non è mai stato un semplice ornamento. È una presenza silenziosa e potentissima, capace di anticipare un incontro, evocare un ricordo, imprimersi nella memoria collettiva più di un volto o di una parola. Nel suo libro Il profumo. Una storia di seduzione e identità, fra icone e tendenze, Cristina Penco accompagna il lettore in un viaggio che attraversa i secoli e le civiltà, mostrando come le fragranze abbiano sempre agito come un linguaggio parallelo, intimo e universale allo stesso tempo. Un linguaggio fatto di potere, fascino, appartenenza e desiderio, che trova nel corpo femminile uno dei suoi territori espressivi più complessi e affascinanti.

Cristina Penco: raccontare le icone per capire il presente
Giornalista e scrittrice, Cristina Penco ha costruito negli anni una voce riconoscibile nel panorama editoriale italiano, specializzandosi nel racconto delle grandi figure femminili della storia, del costume e della contemporaneità. Dai Windsor a Meghan Markle, da Anna Bolena a Caterina d’Aragona, il suo sguardo ha sempre privilegiato la dimensione identitaria, politica e simbolica delle donne che hanno segnato il loro tempo. Con questo libro, Penco sposta il fuoco su un elemento apparentemente impalpabile ma profondamente rivelatore: il profumo. Lo fa con lo stesso approccio che caratterizza le sue opere precedenti, intrecciando rigore storico, narrazione e sensibilità giornalistica, dimostrando come anche una fragranza possa diventare chiave di lettura del potere e della seduzione.

Dall’antichità al mito: il profumo come strumento di potere
Nel racconto di Penco, le origini del profumo coincidono con la nascita stessa delle civiltà. Nell’antico Egitto, gli unguenti profumati erano parte integrante dei rituali religiosi e della vita di corte, simbolo di contatto con il divino e di autorità terrena. Cleopatra incarna perfettamente questa dimensione: le essenze che avvolgevano il suo corpo e le sue navi non erano semplici piaceri sensoriali, ma strumenti di seduzione politica, capaci di soggiogare Giulio Cesare e Marco Antonio prima ancora dell’incontro diretto. Il profumo diventa così messaggio, dichiarazione di potere e controllo della scena.

Corti europee e identità olfattive
Con il passare dei secoli, il profumo si afferma come segno distintivo nelle corti europee. Maria Antonietta, raffinata e controversa, fa delle fragranze floreali una parte essenziale della propria immagine pubblica a Versailles, contribuendo a trasformare il profumo in un accessorio identitario e di status. Sissi d’Austria, al contrario, predilige aromi freschi e naturali, coerenti con il suo ideale di purezza, disciplina e distanza dai fasti soffocanti della corte. In questi ritratti, Penco mostra come la scelta di una fragranza non sia mai neutra, ma rifletta una visione di sé, un modo di stare nel mondo e di farsi percepire dagli altri.

Seduzione, mistero e trasgressione
Il profumo è anche trasgressione, ambiguità, gioco di maschere. Figure come Mata Hari utilizzano essenze esotiche per costruire un’aura di mistero e pericolosità, trasformando il profumo in un’arma sottile, capace di destabilizzare e attrarre allo stesso tempo. In questi passaggi, il libro sottolinea come le note olfattive possano diventare parte integrante di una performance identitaria, un’estensione del corpo e del ruolo sociale. Il profumo non accompagna soltanto la donna, ma contribuisce a crearne il mito.

Dal cinema alla musica: le icone moderne
Il percorso tracciato da Cristina Penco arriva fino alle icone contemporanee del cinema e della musica, da Grace Kelly ad Audrey Hepburn, fino alle regine pop dei nostri giorni. Qui il profumo si fa firma invisibile, elemento di riconoscibilità tanto quanto uno stile o un atteggiamento. Nella società dell’immagine, la fragranza mantiene intatto il suo potere evocativo, continuando a raccontare ciò che non si vede ma si percepisce. È una continuità sorprendente, che dimostra come il linguaggio olfattivo attraversi epoche e media senza perdere forza.

Comprendere le famiglie olfattive e le tendenze di oggi
Nella parte finale del libro, Penco apre uno sguardo sul presente, coinvolgendo voci autorevoli del panorama italiano per guidare il lettore nella comprensione delle famiglie olfattive e delle tendenze contemporanee. Il profumo diventa così uno strumento di consapevolezza, un mezzo per esplorare la propria identità e i propri desideri. Non esiste una fragranza giusta in assoluto, ma quella capace di risuonare con la nostra storia personale, con il momento che stiamo vivendo e con l’immagine che vogliamo lasciare di noi.

Un’eredità che profuma di memoria
Il profumo. Una storia di seduzione e identità è molto più di un saggio divulgativo: è una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul modo in cui le donne hanno usato e continuano a usare il profumo per affermare se stesse. Fugace come un sogno e persistente come un ricordo, la fragranza diventa, nelle pagine di Cristina Penco, una traccia indelebile che unisce passato e presente, mito e quotidianità. Un libro che invita a riscoprire il potere invisibile dell’olfatto e a chiedersi, con nuova consapevolezza, quale storia stiamo raccontando attraverso il nostro profumo.



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