Dopo la sfilata della Maroc Fashion Week a Taza, profondamente ancorata alla storia e all’identità culturale della città, l’Oriental Fashion Show ha proseguito il suo percorso internazionale a Baku, confermando la propria vocazione a essere molto più di un semplice evento di moda. Nel mese di dicembre, la capitale dell’Azerbaigian è diventata il palcoscenico di un dialogo culturale ampio e stratificato, in cui tradizioni sartoriali millenarie e visioni contemporanee si sono incontrate, ribadendo come la moda possa oggi agire come strumento di diplomazia culturale e soft power.

Dalla memoria di Taza alla scena internazionale

A Taza, l’Oriental Fashion Show aveva celebrato il caftano marocchino attraverso le creazioni di Sahar Saleh, Amina Benzekri Benrahal e Maha Bouzoubâ, valorizzando un patrimonio artigianale ancestrale fatto di gesti, saperi e simboli tramandati nel tempo. Questa continuità artistica ha trovato una naturale risonanza a Baku, città di confine tra Europa e Asia, dove la moda diventa linguaggio universale capace di attraversare culture e identità. Il passaggio dal Marocco all’Azerbaigian non è stato soltanto geografico, ma concettuale: dal racconto di una tradizione radicata a un confronto internazionale che ne amplifica il significato.

Wi Mode ph Paul Tomasini

Baku come piattaforma di cooperazione culturale

Nel contesto azero, l’Oriental Fashion Show ha presentato un programma concepito come piattaforma di cooperazione culturale internazionale, ponendo al centro il ruolo del patrimonio e dell’artigianato nella creazione contemporanea. Designer provenienti da Azerbaigian, Marocco, Egitto, Bahrein, Oman, Turkmenistan, Kazakistan e Tagikistan hanno contribuito a una narrazione collettiva in cui i codici estetici tradizionali si sono trasformati in strumenti di sperimentazione e dialogo. Le collezioni presentate hanno raccontato storie di tessuti, ricami e silhouette che affondano le radici nella memoria, ma parlano con chiarezza al presente.

Il dialogo con il sistema moda internazionale

La partecipazione dell’Oriental Fashion Show ai principali appuntamenti creativi di Baku ha rafforzato il posizionamento della città come hub emergente nel panorama moda regionale e internazionale. In questo contesto, la manifestazione ha contribuito a costruire una visione della moda come spazio di incontro tra creatività, identità e politiche culturali, sottolineando come eventi di questo tipo possano incidere sul racconto globale di un territorio. Baku si è così confermata come crocevia dinamico, capace di accogliere e reinterpretare linguaggi stilistici provenienti da aree geografiche diverse.

Il caftano marocchino come patrimonio vivente

Uno dei momenti più significativi del percorso a Baku è stato dedicato al caftano marocchino, celebrato come simbolo di un patrimonio culturale riconosciuto a livello internazionale. La sua iscrizione nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO ha sancito il valore universale di questo capo, non solo come elemento estetico, ma come sistema complesso di competenze artigianali, ritualità sociali e identità collettiva. Presentare il caftano in un contesto diplomatico e internazionale ha significato riaffermarne il ruolo di ponte culturale tra passato e presente, tra locale e globale.

Moda, diplomazia e soft power

La scelta di inserire una sfilata dedicata al caftano marocchino all’interno di un contesto istituzionale ha evidenziato la dimensione politica e simbolica della moda. Professionisti del settore, rappresentanti istituzionali, corpo diplomatico e media si sono ritrovati attorno a un racconto condiviso, in cui l’abito diventa veicolo di valori, storia e appartenenza. In questo scenario, la moda supera la dimensione puramente estetica per affermarsi come strumento di dialogo interculturale e costruzione di relazioni internazionali.

Una missione che dura da quasi vent’anni

Da quasi vent’anni, l’Oriental Fashion Show lavora per promuovere e legittimare il caftano marocchino sulle scene internazionali, contribuendo a definirlo come patrimonio vivente, contemporaneo e universale. Il percorso di Baku rappresenta una tappa significativa di questa missione, dimostrando come la valorizzazione dell’heritage possa convivere con una visione moderna e globale della moda. In un sistema sempre più attento alle radici culturali e alla sostenibilità dei saperi artigianali, il caftano emerge come simbolo di continuità, resilienza e rinnovamento.

Heritage e futuro della moda

L’esperienza dell’Oriental Fashion Show a Baku conferma una tendenza chiara del fashion system contemporaneo: il futuro della moda passa attraverso la riscoperta consapevole delle tradizioni e la loro reinterpretazione in chiave attuale. Tra artigianato, identità e cooperazione culturale, il caftano marocchino si afferma come emblema di una moda che non dimentica le proprie origini e che, proprio per questo, riesce a parlare al mondo con forza e autenticità.

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